“Come posso calmare l’ansia da viaggio?”
Questa è una domanda che sento spesso, soprattutto in certi periodi dell’anno. Quando arriva il momento di staccare, di partire per una vacanza o per un semplice weekend, ci si aspetta di provare leggerezza. E invece, per molte persone, quel momento scatena proprio il contrario.
Ti ritrovi agitata, con il cuore accelerato, la mente che anticipa mille scenari e il corpo che non riesce a stare fermo. E ti chiedi: “Ma perché proprio adesso? Non dovrei essere felice?”
Quando partire è un salto nel vuoto
L’ansia da viaggio non è solo paura dell’aereo o del traffico. Spesso riguarda la difficoltà a lasciare il noto, il prevedibile, il controllabile.
Partire significa separarsi, anche solo temporaneamente, da tutto ciò che ci fa sentire “al sicuro”:
- la routine,
- i propri spazi,
- i riferimenti abituali,
- le strategie di controllo quotidiane.
Per alcune persone, questa separazione risveglia paure più profonde:
- “Se succede qualcosa mentre sono via?”
- “Se non riesco a godermi il viaggio e rovino tutto?”
- “Se mi sento fuori posto, inadeguata, a disagio?”
La valigia invisibile che ci portiamo dietro
Oltre a quella fisica, c’è una valigia emotiva che ognuno si porta dietro. A volte è piena di aspettative, altre volte di timori nascosti. L’ansia che si attiva può essere il segnale di qualcosa che resta irrisolto:
- un bisogno di controllo che fatica a cedere,
- un passato fatto di partenze dolorose o solitudini mal gestite,
- un vissuto in cui “rilassarsi” significava abbassare la guardia e quindi rischiare.
Il mio modo di lavorare
Quando in studio emergono queste tematiche, non cerchiamo subito di calmare l’ansia, ma di ascoltarla. Spesso, dietro la paura del viaggio, c’è un bisogno che non ha ancora trovato voce.
Nel mio approccio, partiamo da ciò che senti nel corpo e nella mente:
- tensioni fisiche prima della partenza,
- pensieri ricorrenti o catastrofici,
- emozioni contrastanti tra desiderio e paura.
Attraverso il dialogo terapeutico, l’immaginazione guidata e un lavoro delicato sulle sensazioni, accompagno le persone a:
- riconoscere l’origine di quel malessere,
- capire cosa evoca la partenza,
- imparare a dare spazio a nuove esperienze senza sentirsi travolti.
Andare in terapia può aiutarti a partire anche dentro di te, verso un modo nuovo di abitare i tuoi spazi, dentro e fuori casa.
Se anche tu ti riconosci
Non sei sbagliata se non riesci a goderti una partenza. Forse, dentro quella difficoltà, c’è una storia che aspetta di essere capita.
Se vuoi, possiamo provare a leggerla insieme.




